Elisabetta Torregiani
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Letture

«La semplicità, la mancanza di sforzi, il presupposto che in un mondo pieno di sofferenza la nostra prima vocazione sia quella di capire i nostri compagni di sofferenza, e non "dalla mente - poiché nella mente è facile - ma dal cuore": questa è la nuvola in cui è avvolta tutta la letteratura russa».
V. Woolf, 1925
Movimento
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"[...] Presa la mira per non impigliarsi in qualche filo, strinse più forte la scopa e in un attimo si trovò più in alto della casa disgraziata. Il vicolo sotto di lei s'inclinò e s'inabissò. Al suo posto sotto i piedi di Margherita sorse un ammasso di tetti, tagliato agli angoli da stradine luminose. Tutto questo inaspettatamente si spostò di lato, e le catenelle di luci si confusero e confluirono.
Margherita fece un altro scatto, e allora tutto l'ammasso di tetti scomparve sotto terra, e al suo posto emerse in basso un lago di tremule luci elettriche, e questo lago improvvisamente si impennò verticalmente, dopo di che comparve sopra il capo di Margherita, mentre sotto i suoi piedi splendeva la luna.
Margherita capì che si era ribaltata e riprese la posizione normale; voltatasi, vide che il lago non c'era più e che là, alle sue spalle, era rimasto solo un bagliore roseo all'orizzonte. Anch'esso si dileguò in un attimo, e Margherita vide che era sola con la luna che volava a sinistra sopra di lei".
[da Il maestro e Margherita, Michail Bulgakov, traduzione di Emanuela Guercetti. Garzanti 1986, pp. 258-259]

Odore
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"Era una notte di vento, e prima che la mia retina avesse il tempo di registrare alcunché fui investito in pieno da quella sensazione di suprema beatitudine: le mie narici furono toccate da quello che per me è stato sinonimo di felicità, l'odore di alghe marine sotto zero. Per alcuni può essere l'erba appena tagliata o il fieno; per altri, gli aromi natalizi degli aghi di pino e dei mandarini. Per me, sono le alghe marine sotto zero -- un po' per via degli aspetti onomatopeici di un nome che associa in sé il mondo vegetale e quello acquatico (il russo ha una parola meravigliosa vodorosli) un po' per la vaga incongruenza e il nascosto dramma subacqueo che questo nome comporta. Ognuno si riconosce in certi elementi; al tempo in cui aspiravo quell'odore sui gradini della Stazione i drammi nascosti e le incongruenze erano, decisamente, il mio forte.
[da Fondamenta degli incurabili, Iosif Brodskij, traduzione di Gilberto Forti. Adelphi 1991, p. 10]

Dimensione
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[...] all'altezza del n. 7 di Tannenbergstrasse, in un quartiere occidentale di Berlino, si fermò un furgone per traslochi molto lungo e molto giallo, aggiogato a un altrettanto giallo trattore affetto da ipertrofia delle ruote posteriori e con le forme impudicamente esposte. Sulla fronte del furgone si scorgeva la stella di un ventilatore, e lungo tutta la fiancata correva il nome di una ditta di traslochi, scritto in cubitali lettere turchine ognuna delle quali (compreso il quadrato di un punto) aveva il bordo sinistro profilato di nero: disonesto tentativo di penetrare nella dimensione successiva.
[da Il dono, Vladimir Navbokov, a cura di Serena Vitale. Adelphi, 1998, p. 15]

Luce
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"Ormai la nuvola si è spostata e il sole non è più nascosto, ma la luce non è più la stessa, è un po' cambiata, ed è stato un cambiamento sottile, quasi impercettibile che l'ha resa più materica, più definita, e mentre Baumgartner gironzola in giardino in cerca di una sdraio migliore, ammesso che ce ne sia una, si rende conto che il pomeriggio sta avanzando po' più in fretta del previsto, che presto arriverà momento in cui l'angolo tra il sole e la terra si ridurrà ancora di più e i mondo verrà inondato da una bellezza spettrale, fatta di cose brillanti, palpitanti che a poco a poco si offuscano e svaniscono nel buio (al calar della sera)".
[da Baumgartner, Paul Auster, traduzione di Cristiana Mennella. Einaudi, 2023, p. 113-114]

Suono
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"E se quella parola francese - una parola qualunque, sentita durante una lezione qualunque a ridosso delle vacanze invernali di quell'anno - non l'avesse scossa? Se non si fosse inavvertitamente ricordata del linguaggio, come ci si ricorda dell'esistenza di un organo atrofizzato? 
Quanto al perché proprio una parola francese e non, per dire, coreana o inglese, forse era dovuto al fatto che si trattava di una lingua nuova, che aveva scelto lei stessa di studiare. Stava fissando la lavagna, in silenzio come al solito, quanto il suo sguardo si era inchiodato in un punto. Il professore di francese, un uomo mezzo calvo di statura modesta, aveva pronunciato quella parola indicandola. Senza che lei ne fosse consapevole, le sue labbra si erano mosse appena, come quelle di un bimbo piccolo. Bibliothèque. Un borbottio incomprensibile era scaturito da un luogo più profondo della lingua e della gola. 
Non si era resa conto dell'enormità del momento.
La paura era ancora indefinita. Il dolore esitava a rivelare i suoi circuiti roventi nel ventre del silenzio. Là dove i segni, il suono e il vago significato di quella parola si incontravano, euforia e colpa bruciavano insieme, lentamente, come la miccia di un esplosivo".
[da L'ora di greco, Han Kang, traduzione di Lia Iovenitti. Adelphi, 2023, p. 20]


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