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Sono nata a Roma nel negli anni Settanta del secolo scorso, cresciuta in campagna, circondata dalla giusta dose di silenzio. Così come racconta mia madre, già a tre anni trascorrevo ore a sfogliare, attenta, Topolino, il primo Thesaurus di molti lettori forti, fingendo di leggere parole in quel tempo per me ancora prive di sonorità. E quando, poi, iniziai a comprendere quei segni, decisi che non avrei più smesso di decifrarne il senso. Al liceo prima, e poi in facoltà, le radici delle parole, la stretta connessione tra significante e significato hanno guidato la mia passione per il linguaggio e il suo risultato supremo: la poesia, dove ogni suono racchiude infinite stratificazioni di senso. E forse anche per questo ho deciso di entrare nelle storie degli altri, nel tessuto della loro narrazione: per interpretare la musica contenuta in ogni frase, modulare pause, scegliere parole.
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