Una "mitraglia classica"
Questa la definizione, forse l’unica a noi nota, che Brodskij dà del sonetto. La decisione di utilizzare questa particolare struttura poetica, severamente regolamentata, per i suoi “Venti sonetti a Mary Stuart” fu presa dall’autore come omaggio consapevole a uno dei massimi sonettisti francesi, Joachim Du Bellay, il cui contributo alla codificazione di questa forma, nella Francia del XV secolo, risultò decisivo: “Ma per me questo ciclo è importante soprattutto per le variazioni della forma sonetto e ciò, naturalmente, è un omaggio a Joachim Du Bellay, senza il quale il sonetto e, in generale, noi tutti non so dove saremmo”. L’approccio di Brodskij, e della poetica contemporanea in generale, nella appropriazione delle forme e dei contenuti della cultura precedente, è quello di una rielaborazione cosciente di tutto il materiale culturale “classico”. Ed è appunto questo il compito che il poeta si prefigge nella scelta del sonetto: partire da una forma classica, rigidamente codificata, e sperimentare le infinite possibilità di variazione fino ad arrivare ai limiti della sua distruzione. La mancata distinzione tra quartine e terzine, la marcata irregolarità della rima, o la sua totale assenza, la sistematica violazione dei limiti del verso rappresentano i tratti distintivi del sonetto di Iosif Brodskij che, nei Venti sonetti arriva all’apice della rielaborazione concettuale, strutturale e linguistica. La tematica, a volte poco conforme al tradizionale contenuto amoroso del sonetto, potrebbe essere stata il frutto dell’influsso, che certamente operò sull’autore, delle letture di sonettisti inglesi, soprattutto delle traduzioni del poeta metafisico John Donne e di Shakespeare. Di qui la volontà di opporsi, da un lato alla tradizione petrarchista del sentimento d’amore all’interno del sonetto, dall’altro all’eredità romantica nella rappresentazione dei sentimenti d’amore, che ha portato Brodskij a raffigurare la passione amorosa come una semplice deviazione patologica, un’espressione puramente fisiologica di esigenze “materiali”.